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Lancia Ypsilon, parabola di un'utilitaria di classe

Poche auto, al giorno d'oggi, incarnano contemporaneamente il passato, il presente e il futuro di un marchio. Senza dubbio la Lancia Ypsilon è una di queste. Ancora molto amata dagli italiani, negli ultimi sette anni ha retto da sola l'effigie del marchio torinese, essendo l'unico modello rimasto a listino. Sarà così ancora per qualche tempo, anche ora che la Lancia è confluita nel gruppo Stellantis: il piano di rilancio del brand, ribadito proprio nei mesi scorsi, inizierà proprio con la nuova generazione della compatta nel 2024. “Perché volevamo capitalizzare il nostro bacino clienti, anche femminile, e fare un passo alla volta, senza inventare nulla, ripercorrendo le nostre radici, con umiltà”, ha spiegato a Quattroruote il ceo Luca Napolitano.

Ieri. Prima Y, poi Ypsilon scritto per esteso. E prima ancora Y10 con il marchio Autobianchi (in Italia, mentre all'estero si presentava come una Lancia). Nomi diversi per una formula, evoluta nel tempo, che incarna l'idea di un'utilitaria di classe e particolarmente attenta alla clientela femminile. Il design è la chiave, le serie speciali l'ingrediente per alimentarne il successo e, lungo il corso di ogni generazione, per contrastare l'invecchiamento. La successione da Y10 (1985-1995) a Lancia Y (1995-2003) ha comportato un salto di segmento, dall'A al B: dai 3,39 metri di lunghezza della piccola Autobianchi si è passati ai 3,72 dell'erede di metà anni 90, che sfidava le varie Polo, Clio e Fiesta. I motori erano solo a benzina, gli interni dalle finiture ricercate. Segni particolari: il quadro strumenti piazzato al centro del cruscotto, divenuto poi un classico per questo modello anche nelle ultime due serie (2003-2011 e 2011-oggi). Costruita su una variante ad hoc del pianale della Punto, la Ypsilon del nuovo millennio si presentava come una vettura più matura, sempre più grande (era lunga 3,78 metri) e "sciccosa" (gli interni erano foderati anche di pelle e Alcantara, la verniciatura poteva essere bicolore). Ma soprattutto, dopo il restyling del 2006, la piccola si rivolgeva anche ai "globetrotter", con l'1.3 Multijet della Fiat declinato in vari livelli di potenza: era la prima volta del diesel. Successivamente è arrivata anche la variante bifuel (benzina-Gpl), identificata con l'etichetta “EcoChic” e presente anche nella generazione introdotta dal 2011, che ampliava ulteriormente l'offerta di propulsori con la versione bicilindrica turbo (0.9 litri Twinair) e, a partire dal 2013, con l'alimentazione benzina-metano, basata proprio sul Twinair. Uscita nel pieno della scalata alla Chrysler da parte di Fiat, questa serie della Ypsilon (prodotta in Polonia) è stata venduta su alcuni mercati (vedi Irlanda e Regno Unito) con il marchio di Auburn Hills. Il debutto della carrozzeria a cinque porte, fin dal lancio dell'ultima serie, ha completato la maturazione del modello, che nel 2015 è stato sottoposto a un restyling di metà carriera e nei test EuroNcap ha fatto registrare un deludente punteggio di due stelle su cinque. Una macchia nella carriera che, comunque, non ha impedito alla compatta di confermarsi, negli anni, una delle auto preferite dagli italiani, costantemente piazzata nelle prime posizioni delle classifiche di vendita nazionali.

Oggi. Attualmente la musica non è cambiata, nonostante il progetto tecnico sia ormai invecchiato: commercializzata solo in Italia dal 2017, la Lancia Ypsilon è stato il terzo modello più venduto del 2021 e il secondo in classifica nei primi cinque mesi del 2022. La gamma si divide ora tra l'ibrido (mild), basato sull'1.0 benzina Firefly, e il bifuel (benzina-Gpl), realizzato con il vecchio 1.2 litri da 69 cavalli. Il look è figlio del restyling del 2021, l'ultimo di una lunga serie di aggiornamenti che hanno, di fatto, trascinato fino a oggi la vettura del 2011. Con il contributo, non indifferente, delle immancabili serie speciali: l'ultima, ispirata al modo dell'alta moda, è l'edizione Alberta Ferretti presentata sul finire dell'anno scorso.

Domani. Si temporeggia, insomma, in attesa del 2024. Negli auspici, sarà questo l'anno della svolta per la Ypsilon e per l'intero marchio Lancia, che nel suo nuovo corso, sotto l'egida di Stellantis, ambisce dichiaratamente allo status di brand premium, non solo a livello di vetture, ma anche di servizi. Il riposizionamento passerà anzitutto dalla prossima generazione della piccola, apripista della futura gamma: è “Il primo passo”, nonché “il più sicuro e il più cauto per ripartire”, ha detto Luca Napolitano. Dall'ad della Lancia in persona sono arrivate alcune indicazioni sulla prossima generazione dell'auto: dimensioni intorno ai quattro metri (più lunga, ma non troppo, dell'attuale, che si ferma a 3,84), carrozzeria più “unisex” (senza, però, che il modello perda appeal nei confronti del pubblico femminile) e sportiva, interni fatti di materiali ecosostenibili. Napolitano ha anche annunciato che, dal 2028, il listino sarà solo elettrico: per la nuova Ypsilon come per tutte le altre proposte della Casa. La piattaforma su cui nascerà la futura compatta - la Stla Small – consentirà però di gestire la transizione offrendo anche varianti con motore endotermico. Dunque, viene facile pensare che nei suoi primi quattro anni di vita vedremo pure declinazioni imparentate a Peugeot 208 e Opel Corsa, con una gamma termica incentrata sul benzina 1.2 turbo a tre cilindri.   

 




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