Nel dettaglio, il gruppo ha registrato 2.463.681 consegne, in aumento di appena lo 0,5%, trainate dal +17,7% di Mini, a fronte di un calo dell'1,4% per BMW a 2.169.739 unità. I ricavi sono scesi del 6,3% a 133,4 miliardi, con la componente automotive in flessione del 5,9% a 117,6 miliardi, penalizzata dall'intensificazione della concorrenza, soprattutto in Cina, e da un contesto valutario sfavorevole.
L'utile operativo è rimasto sopra i 10 miliardi di euro, ma è diminuito dell'11,5% a 10,2 miliardi. Il margine operativo di gruppo, stabile al 7,7%, è stato sostenuto da una contrazione dei costi e degli investimenti, con riduzioni dell'8,4% per la R&S e del 6,1% per le spese generali e amministrative. Le attività automobilistiche, però, hanno registrato un calo del 20,7% a 5,95 miliardi, con un margine sceso dal 6,3% al 5,3%, in linea con le stime ma lontano dai livelli del passato.
I profitti sono diminuiti del 3% a 7,45 miliardi, mentre la generazione di cassa del comparto auto è scesa da 4,85 a 3,24 miliardi. Confermata la politica dei dividendi, con una proposta di 4,4 euro per azione ordinaria, contro i 4,3 euro dell'anno precedente.
Secondo i vertici, la capacità di affrontare un contesto complesso e volatile deriva dalla continuità strategica degli ultimi anni. “Abbiamo impostato la rotta sul futuro basandoci su tre pilastri solidi, tra cui un approccio tecnologicamente neutrale e una vasta presenza globale”, ha spiegato Zipse, sottolineando come “in un ambiente difficile non sia necessario cambiare direzione”.
Al centro c'è la diversità della gamma, con un portafoglio che spazia dai motori a combustione interna alle ibride plug‑in, dai veicoli elettrici a batteria e, dal 2028, alle celle a combustibile a idrogeno. Una strategia che ha portato le elettriche a rappresentare circa il 18% delle vendite e le ibride plug‑in a superare il 25% a livello globale e il 40% in Europa, consentendo al gruppo di rispettare i limiti europei sulle emissioni, con 90 grammi di CO2 per chilometro, senza ricorrere al pooling.
Per Zipse, questi risultati dimostrano che apertura tecnologica e protezione del clima possono procedere insieme. Da qui la critica all'obbligo di elettrificazione imposto dall'Ue e la difesa di una decarbonizzazione olistica e di lungo termine, che includa anche la flotta esistente, come nel caso del biocombustibile HVO100 di Neste Oil.
Il manager ha poi contestato l'Industrial Accelerator Act, giudicato eccessivamente protezionistico, ribadendo che senza catene del valore internazionali non è possibile accelerare l'elettromobilità né sviluppare tecnologie avanzate per le batterie.
Guardando avanti, BMW punta sul ramp‑up della piattaforma Neue Klasse. Dopo la iX3, con ordini già elevati, sarà presto svelata la nuova i3, seguita da ulteriori lanci. Entro fine anno il gruppo avrà 20 modelli elettrici in gamma, mentre entro il 2027 sono previsti oltre 40 lanci tra novità e restyling, inclusa la futura X5 con cinque varianti di propulsione e la prima elettrica del reparto M.
Per il 2026, sono attese consegne in linea con il 2025, una quota di elettriche stabile al 18% e un margine operativo del ramo auto tra il 4% e il 6%, penalizzato da dazi, cambi, materie prime e concorrenza. In sintesi, strategie definite, ma con un livello di incertezza ancora elevato.